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Il 14 maggio 2017 il Movimento per la Decrecscita Felice ha organizzato una festa  all’interno dell’ex mattatoio di Testaccio, sede della Città dell’Altra Economia.

Molte associazioni hanno partecipato ed hanno avuto la possibilità di conoscersi e creare una rete di contatti.

il banchetto allestito

il banchetto allestito

 

Il 26 aprile e il 12 luglio 2017 è stato proiettato il documentario Domani, per creare consapevolezza sulle possibili alternative positive di sviluppo nella nostra società.

Ci hano ospitato Casetta Rossa a Garbatella e poi il CSA La Torre in zona Casal de Pazzi.

Prima della proiezione , vi è stato un breve dibattito

 

A seguire,  un sunto del documentario.

DOMANI

In seguito alla pubblicazione di uno studio che annuncia la possibile scomparsa di una parte dell’umanità da qui al 2100, Cyril Dion e Mélanie Laurent intraprendono un emozionante viaggio intorno al mondo per scoprire cosa potrebbe provocare questa catastrofe, ma soprattutto come evitarla. Partendo dagli esperimenti più riusciti nei campi dell’agricoltura, energia, architettura, economia e istruzione, i registi Cyril Dion e Mélanie Laurent immaginano un nuovo futuro per noi e per i nostri figli.

Risultato: una sorprendente, contagiosa e ottimista spinta al cambiamento, a partire già da DOMANI.Cinque capitoli (agricoltura; energia; economia; democrazia; istruzione) per parlare con chiarezza ma senza inutili e semplicistiche riduzioni di complessità di tutte quelle strategie già attuate in diverse parti del mondo per riequilibrare la biosfera, superare le crisi economiche, livellare le ineguaglianze, rispettare l’ambiente tornando a essere legati a esso. E quindi, in Domani, si parla di orti urbani e agricoltura sostenibile, di permacoltura, di fonti energetiche rinnovabili, di compostaggio, di città come Copenhagen nella quale il 65% dei cittadini non usa l’automobile, di revisione di un modello economico che mira alla crescita indefinita, di monete locali per ecosistemi economici complementari, di leggi della Terra e di diritti umani, di un modello educativo basato su fiducia e tolleranza e collaborazione.

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Il 30 gennaio 2017 sono stati piantati 3 alberi (un nespolo, un alloro e un ligustro) davanti alla stazione del treno Roma-Lido di Acilia. Sempre a gennaio, altri due nespoli erano stati ivi messi a dimora.È stata scelta questa collocazione in quanto il traffico veicolare sulla Via del Mare produce molto inquinamento e non è male avere più piante che assorbano la CO2.

 

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Una farnia piantata (insieme ad altri alberi) il 30 ottobre 2013 si era ormai seccata ed è stata rimpiazzata da una Koelreuteria paniculata.

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Si intravede appena lo stelo della Koelreuteria paniculata.

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Il 28 novembre 2016 sono state piantate due sughere (Quercus suber) nel Parco Archeologico di Centocelle, su Via Casilina, adiacente al quartiere di Centocelle.

La messa a dimora ha fatto seguito alla giornata precedente, in cui varie associazioni (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio, Respiro Verde Legalberi, Coordinamento Rimboschimento Alberi Taranto, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, Pro Natura Abruzzo e soprattutto il Comitato Parco Archeologico Centocelle Bene Comune) hanno promosso con grande impegno la Marcia degli alberiUna ventina di lecci sono stati messi a dimora il 27 novembre 2016.

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Il 20 novembre 2016, in occasione della festa dell’albero, sono stati piantati 7 alberi nel parco del Lago ex-Snia, situato tra Via di Portonaccio, Largo Preneste e Via Prenestina. Questa messa a dimora è stata una delle varie attività della giornata, per manifestare una volontà di riappropriarci dei quartieri e del viverli con partecipazione.

Sono stati messi a dimora due sughere (Quercus suber), un leccio (Quercus ilex), un’altra quercia, un orniello (Fraxinus ornus), un alloro (Laurus nobilis) e un nespolo (Mespilus japonica).

La giornata è stata organizzata del FORUM TERRITORIALE PERMANENTE PARCO DELLE ENERGIE (https://lagoexsnia.wordpress.com/info/).

Sarà anche avviato il progetto Api per il lago, ovvero la realizzazione di alcune arnie da parte dell’associazione Api Romane (http://www.apiromane.org/), con la partecipazione di chiunque sarà interessato.

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Il 5 novembre 2016 sono stati piantati 3 alberi in un giardino pubblico del quartiere Torresina a Roma.

Il Comitato Torresina ha invitato alcuni alunni della scuola Anderssen che hanno partecipato alla messa a dimora.

I bambini e i ragazzini, le Brigate Verdi e il Comitato Torresina hanno piantato un orniello (Fraxinus ornus L.), una farnia (Quercus robur L.) e un alloro (Laurus nobilis L., 1753).

Il giardino, ben curato, grazie a delle pedane che facilitano il passaggio in presenza di eventuale fango, è anche accessibile a chi si muove in sedia a rotelle e ai genitori con passeggino.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fraxinus_ornus ORNIELLO

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_robur FARNIA

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Laurus_nobilis ALLORO

 

Ecco la STORIA del COMITATO di QUARTIERE TORRESINA (a cura di Antonio Giustiniani)

Il piano di zona B32 Torresina inizia ad essere abitato all’inizio del 2003. Nel corso dei primi anni i cittadini attivi del quartiere si sono dovuti battere per ottenere tutto: dai cassonetti nel quartiere (prima erano a circa un chilometro dagli edifici) al servizio di trasporto pubblico (siamo stati ben tre anni senza un autobus che ci collegasse al resto del municipio).

Il Comitato di Quartiere Torresina nasce dopo numerosi incontri preparatori, nel novembre del 2006. Suo obiettivo primario è il completamento del Piano di Zona B32 Torresina ed ultimamente anche il B44 Torresina 2, ma sin da subito oltre all’aspetto urbanistico sono emersi bisogni pratici, come l’arrivo dei servizi, il decoro urbano e le attività socio-culturali.

Dal 2013 il Comitato ospita il Box Libera Libri, un punto di libero scambio di libri, con quasi tremila volumi a disposizione di chi li vuole leggere; da questo progetto è nata la Bibliocabina, una vecchia cabina Telecom riadattata a piccola libreria, la prima a Roma.

Nel 2014 in collaborazione con l’associazione DiagnostiCare Onlus, da vita al progetto pilota Torresina nel Cuore, che mira alla cardioprotezione di una intero quartiere, attraverso il posizionamento di defibrillatori su strada ed il coinvolgimento di decine di volontari certificati American Heart Association. I volontari tengono anche incontri gratuiti presso le scuole per insegnare la Disostruzione Pediatrica.

Sempre attento alla solidarietà ed alla responsabilità sociale, il Comitato Torresina collabora da anni con la parrocchia di quartiere alla raccolta di sangue per conto dell’AVIS Comunale Roma, ma rimane costante l’impegno verso altre realtà solidali come l’associazione Salvamamme, Comunità di S. Egidio e l’associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM).

Con il progetto ACCA TORRESINA, da anni si batte per il superamento delle barriere architettoniche, cercando di ottenere un quartiere completamente accessibile alle persone diversamente abili, ma anche alle mamme coi passeggini. Molto attento alla protezione dei bambini, dal 2006 si è battuto per la realizzazione di un Parco Giochi per bambini che è stato inaugurato alla fine del 2011 e da allora ne è custode a titolo gratuito. Nel 2016, grazie alla vittoria del Bando ACEA di una mamma architetto, una parte del Parco ospita giochi accessibili anche ai bambini con disabilità, facendo diventare di fatto il parco giochi Inclusivo.

Torresina nasce su una ex discarica abusiva, ed è forse per quasto che l’attenzione all’ambiente ed al decoro non è mai mancata. A parte interventi eccezionali, lo sfalcio dell’erba nel quartiere è stato sempre a carico (morale) del Comitato di Quartiere, che ha storicamente collaborato con AMA fino a meritare il posizionamento di un punto di raccolta durante le domeniche di raccolta ingombranti. Dal 2015 si è costituito all’interno del Comitato stesso il gruppo Retake Roma Torresina, che intervengono periodicamente in attività di decoro urbano.

Dal 2011 coinvolge i bambini del quartiere in un progetto di baby giardinaggio denominato Pollicini Verdi che mira a coinvolgere i più piccoli in attività di giardinaggio, dal 2014 è stata reintrodotta la Festa dell’Albero attraverso la quale i bambini vengono coinvolti attraverso la scuola di zona; un grande esempio di riciclo e riuso è rappresentato dagli alberi di natale rimessi a dimora con successo nel Parco Giochi.

Altri progetti di riuso e riciclo sono in fase di preparazione, come la Compostiera di Quartiere destinata agli sfalci di giardino del Parco e gli Orti Urbani.

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In data 12 ottobre 2016,  abbiamo piantato due peschi [Prunus persica (L.) Batsch] in un centro di aggregazione sociale situato ad Acilia, in via Camillo da Albino.

Il comitato che gestisce il centro se ne occuperà.

Un terzo albero è stato messo a dimora a dicembre 2016, un nespolo (Mespilus japonica).

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Marco e Francesco Molle

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Uno dei piccoli peschi messi a dimora

 

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http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/03/news/honduras_assassinata_la_militante_ecologista_berta_caceres-134696570/

 

Berta Càceres è stata un’attivista ambientalista dell’Honduras, assassinata il 3 marzo 2016.

La Fondazione Basso ha organizzato un incontro al quale ha partecipato la figlia Bertha Isabel Zuniga Cáceres. ( http://www.fondazionebasso.it/2015/3-ottobre-ore-17-30-continuando-la-lotta-di-mia-madre-incontro-con-bertha-isabel-zuniga-caceres/ ). Abbiamo partecipato a questo interessante incontro.

 

Leader del popolo indigeno Lenca, Berta Càceres aveva guidato la comunità di Rio Blanco nella lotta contro la realizzazione del complesso idroelettrico Agua Zarca, previsto sul Rio Gualcarque, nell’Honduras Nord-occidentale. Un fiume sacro nella cosmogonia Lenca che costituisce una fondamentale risorsa idrica per circa 600 famiglie che vivono nella foresta pluviale. L’impianto gestito da un consorzio riunente la compagnia honduregna DESA e la cinese Sinohydro (il più gran costruttore di dighe al mondo), era stato approvato senza il consenso della comunità, contravvenendo alla Convenzione sul diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni.

Berta Càceres era stata insignita di diversi premi, tra cui il Goldman Environmental Prize 2015, per la campagna di salvaguardia ambientale con cui è riuscita a evitare la costruzione della suddetta diga sul Rio Gualcarque.

La militante ecologista subiva costantemente minacce e intimidazioni e in Honduras, riferisce la organizzazione non governativa Global Witness, tra il 2010 e 2014 ci sono stati 101 ambientalisti uccisi.

 

A partire dal 2009, anno del colpo di stato in Honduras, 51 concessioni per sfruttamento di energia idroelettrica sono state concesse. Questi progetti portano con sé anche progetti di estrazione mineraria, comportando la militarizzazione delle zone in cui vivono le popolazioni locali. Si vogliono costruire delle dighe e vengono utilizzati paramilitari per controllare lo svolgimento delle operazioni. Tra i finanziatori di questi progetti ci sono anche Fondi olandesi e finlandesi (per questo ha partecipato all’incontro anche la Consigliera del Presidente del parlamento Sami in Finlandia, Anka-Saara Arttijeff, manifestando solidarietà verso i popoli che reclamano i propri diritti all’esistenza e al mantenimento delle proprie tradizioni culturali).

Il Copinh (Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras), a seguito dell’assassinio di Berta Càceres, ha chiesto l’istituzione di una commissione indipendente d’inchiesta che appuri la verità. La proposta è stata accettata dalla Commissione Interamericana dei diritti umani, ma il governo dell’Honduras ha fatto orecchie da mercante. Il Copinh ha chiesto la revoca della concessione.

Gli Stati Uniti danno aiuti militari all’Honduras ed è interessante che alcune organizzazioni sociali statunitensi abbiamo portato al Congresso una proposta di legge “Berta Càceres” richiedente l’interruzione di qualsiasi fornitura senza che sia stata prima fatta giustizia per Berta Càceres.

Amnesty International, nel suo rapporto “ Difendiamo la terra con il ostro sangue” ( http://altreconomia.it/guatemala-honduras-difende-lambiente-rischia-la-vita/ ) afferma che è molto dura la vita per i difensori dei diritti umani: nel solo 2015, sono stati 185 gli attivisti assassinati, di cui 122 in America Latina.

Ma per ostacolare i difensori dei diritti umani, ben prima di decidere di eliminarli fisicamente, vi sono altre maniere: essi vengono criminalizzati con false accuse, come quelle di essere guerriglieri, terroristi, amici dei narcotrafficanti. Ovviamente questi attivisti non hanno le possibilità economiche per difendersi nei processi che ne seguono. Inoltre, semplicemente intimidazioni e furti ostacolano le azioni dei difensori.

 

Recentemente un episodio in Russia, contro attivisti antincendio di Greenpeace ( http://www.agccommunication.eu/inostriservizi-it/informazione-e-formazione/osservatorio-est/russia-e-asia-centrale/15515-russia-krasnodar-incendi-greenpeace ).

 

L’Unione Europea e altri Stati europei hanno delle linee guida sui difensori dei diritti umani. Irlanda, Spagna, Svizzera, Norvegia, Finlandia, Rep. Ceca, Paesi Bassi hanno dei programmi per aiutare gli attivisti, sebbene queste iniziative rappresentino solo la bella facciata dei prevalenti interessi economici di ogni Stato.

 

Esistono organizzazioni internazionali che si occupano della difesa degli attivisti:

Frontline Defenders (Irlanda) https://www.frontlinedefenders.org/

International Peace Brigades http://www.peacebrigades.org/

 

161003 Berta Caceres

 

 

 

 

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Domenica 25 settembre 2016, la Fondazione Dragoncello (www.facebook.com/Fondazionedragoncello/) e il Comitato di quartiere Dragoncello hanno organizzato la Festa Ecologica del Quartiere. Queste associazioni, le Brigate Verdi e un volenteroso gruppo di uomini donne e bambini, hanno realizzato un’iniziativa costruttiva e partecipativa in favore della comunità: è stata pulita un’area comunale abbandonata a Dragoncello, in via Vincenzo Petra, nominata Parco Calamò.

La Fondazione Dragoncello e il Comitato di quartiere Dragoncello stanno pulendo e curando da mesi quest’area per trasformarla nel nuovo luogo d’incontro del quartiere (seguirà un’altra iniziativa verso metà ottobre).

Il fine  è sottrarla al degrado e renderla disponibile ai cittadini: sono state costruite panche con materiale di riuso, messi a dimora un ligustro e un nespolo e si è iniziato ad attrezzare un’area cani.

In questa pulizia straordinaria sono stati raccolti 10 sacchi di rifiuti.

È importante riappropriarci di ciò che è nostro: abbelliamolo e diamo un esempio dal basso !!! Tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte per creare quartieri più vivibili. Ricordiamoci che gli spazi comunali, provinciali, demaniali sono del popolo italiano, qundi nostri; sono amministrati da rappresentanti da noi eletti e abbiamo tutto il diritto e il dovere di richiederne un uso a favore della comunità.